A proposito di...

 

...Cosa ci sta dietro il sí o il no alla riforma costituzionale

30 Maggio 2016

Qualche tempo fa, la ministra Maria Elena Boschi ha dichiarato che, se avesse potuto scriverlo lei personalmente, il testo della riforma costituzionale sarebbe uscito migliore in alcuni punti. Non ne dubito, perchè la Boschi sta mostrando di essere un talento politico (uno dei pochi nati negli ultimi anni), e di aver acquisito non poche competenze tecniche. Al tempo stesso, non dubito che, in particolare riguardo alle procedure parlamentari, figure come Paolo Aquilanti, ora segretario generale di Palazzo Chigi e prima capo dipartimento con la Boschi, e Antonio Malaschini, già segretario generale del Senato, avrebbero fatto di gran lunga meglio di tanti costituzionalisti di professione.(continua)

 

...Cosí è tramontato il sogno liberale, i moderati vedono in Renzi il nuovo Cav

18 Marzo 2016

Intervista di Francesco Lo Dico sul Mattino

"E'la dissoluzione del centrodestra. Proprio sulla scalinata del Campidoglio, dove poco più di vent'anni prese l'abbrivo la grande rivoluzione liberale tratteggiata dal Cavaliere, cala la notte su un progetto politico che gli eredi di Bossi e Fini oggi stravolgono in un disegno caricaturale fondato sulla paura e destinato pertanto a una marginalità persistente". Ex presidente del Senato, protagonista del ventennio berlusconiano, Marcello Pera guarda al big bang dell'area moderata con malcelato sconforto. Per il professore, che è stato anche uno dei più acuti teorici di quel liberalismo rinascente che vide la luce tra grandi speranze nel 1994 ,"l'operazione di sintesi di Berlusconi è giunta al capolinea".

Era il secolo scorso quando cominciò tutto. E' il voltafaccia di Meloni e Salvini l'ultimo atto del fu centrodestra?
"Dopo venti anni, la geniale operazione di sintesi messa in campo da Berlusconi nel 94 ha ceduto sotto i colpi del tempo. Le istanze condivise che misero insieme venti anni fa moderati democristiani, missini e leghisti sono ormai evaporate. La mancata individuazione di una classe dirigente capace di raccogliere il testimone del Cavaliere ha precluso la nascita di quella cultura liberale egemone che sola avrebbe potuto garantire basi solide a un progetto di leadership duraturo. I pezzi del puzzle berlusconiano si sono mano a mano involuti e infine disaggregati. Il trapasso politico è perentorio ed eloquente: Bossi e Fini si misero insieme per prendere il Paese. I loro figli si separano dal Cavaliere per restare all'opposizione perenne, nella ridotta di invettive senza costrutto".

Lega e Fratelli d'Italia hanno imboccato un tunnel senza uscita?
"Si tratta di tutelare piccole rendite di partito spese nell'illusione di agguantare la leadership di un mondo che in realtà non c'è più. L'elettorato moderato è ormai un volgo disperso che mai si periterebbe di votare Salvini e Meloni. Se i due credono di drenare i consensi di Forza Italia sbagliano di grosso. Senza l'apporto dei moderati che votavano Berlusconi, come ben ha intuito Renzi, queste destre residuali ed ansiogene il Paese non lo governeranno mai".

Il centrodestra è finito per colpa di Berlusconi o per il totale sconvolgimento di ideologie e battaglie politiche oggi assai differenti da quelle del 94?
"Sulla scena, rispetto ad allora, ha fatto irruzione l'Europa e la sua assoluta centralità politica. Sono mutati gli equilibri politici, persino quelli sociali, sono arrivati i migranti e le guerre che li hanno riversati per il mondo. E' sparita la sinistra di un tempo contro la quale Berlusconi levò le istanze del popolo moderato, che oggi langue in un angolo del renzismo trionfante. La destra missina e la Lega secessionista, non ne potevano che uscire sconvolte. Hanno imboccato la strada lepenista della paura, la scorciatoia di chi vellica gli istinti antieuropeisti più deteriori per raccattare qualche consenso nell'emergenza e nell'allarme. Chi cavalca il timore può anche mettere in carniere qualche preferenza. Ma alla lunga non governa. Perchè più paura di tutto, agli italiani fa paura chi urla mentre la barca va alla deriva".

Chi tiene la barra dritta nei mari moderati è Renzi. E' lui il nuovo punto di riferimento degli elettori berlusconiani?
"Sebbene inconsapevoli, Salvini e Meloni sono i più fervidi propagandisti del Partito della Nazione a trazione renziana. Il premier ha ormai disegnato da tempo un perimetro politico sempre più accogliente per le istanze dei moderati orfani di Berlusconi e del centrodestra. Che nel corpo a corpo ingaggiato dal rottamatore con i sindacati, nella riforma del mercato del lavoro e nella dura contesa con la magistratura, ritrovano temi a loro familiari che Berlusconi ha perseguito senza riuscire a realizzare".

L'avvento di Renzi ha tumulato un'altra grande parola d'ordine del 94: arginare quella sinistra che era l'unica superstite di Tangentopoli.
"Di quell'obiettivo politico non restano oggi che rare macerie. La sinistra dei Bersani e dei D'Alema giace trafitta dall'irrilevanza in un angolo cieco del Pd. Dell'estrema sinistra si sono perse le tracce. Non rimane oggi che un grande centro, quel Partito della Nazione che è oggi la casa più prossima e intima per l'elettore moderato di centrodestra sdegnato dai proclami di Salvini".

Oltre il centrodestra c'è solo il Pd renziano?
"Il premier si è impossessato di molte bandiere che sventolarono un tempo intorno alla rivoluzione liberale. Che il futuro fosse in un grande perimetro centrista a guida democratica, è riuscito però a intuirlo il solo Verdini. Berlusconi aveva imboccato la direzione giusta con il patto del Nazareno. Ma poi ha desistito forse nella fiera illusione di essere ancora l'antico e incontrastato leader del centrodestra. stato un errore strategico compiuto forse nell'orgogliosa resistenza opposta all'incalzare del tempo. Forza Italia era nata come partito di governo, e soltanto come tale poteva continuare a vivere. E invece si è lasciata risucchiare nel gorgo della contestazione lepenista. Un panorama politico che alla Forza Italia europeista, versata da una lunga militanza nel Ppe, appare impervio e del tutto privo di coordinate riconoscibili".

Nessun colpo di teatro può riportare Berlusconi al centro della scena?
"Votare destra oggi significa votare paura. Se il Cavaliere non troverà il modo di riconciliare la parola "centrodestra" alla parola "speranza", Forza Italia è condannata: continuerà lentamente a sparire fino alla naturale estinzione".

 

...Dopo la Fede stiamo perdendo anche la ragione?

12 Febbraio 2016

Il ddl Cirinnà, la mancanza di risposta al terrorismo, la tiepidezza nella Chiesa. Sono alcuni dei temi su cui si sono confrontati, davanti a circa 400 persone, l'ex presidente del Senato Marcello Pera e l'arcivescovo di Ferrara-Comacchio mons. Luigi Negri. La serata, al centro congressi SGR, era promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II dal titolo "Dopo la fede stiamo perdendo la ragione?". Ad introdurre la serata, insieme al presidente della Fondazione Ferrini, anche l'ax sindaco di Rimini Conti.

Pera nel suo primo intervento è venuto subito al punto che sta monopolizzando l'attualità politica: "nella visione tradizionale ("maschio e femmina li creò") ragione e fede coincidono. Adesso non più, viene messo in discussione il dato di natura. Una differenza enorme: ciò che uno gradisce o desidera o crede opportuno conta di più del dato naturale. Un domani che problema ci sarà allora a permettere la poligamia o l'incesto? E' in atto una guerra fra il relativismo, il laicismo e la nostra tradizione; fra la religione cristiana più l'islam e la religione del laicismo che adesso ci viene imposta per legge. Ma accettare la legge (il ddl Cirinnà, ndr) significa accettare il pensiero che ci sta dietro, quindi accettare e diffondere il relativismo e l'emarginazione del cristianesimo dalla sfera pubblica".

Richiamandosi al discorso di dieci anni fa a Ratisbona di Benedetto XVI, incentrato proprio sulla necessità di rigenerare il rapporto fede-ragione, Negri ha affermato che "negli ultimi due secoli la concezione della ragione è divenuta ideologica: la ragione non è più ciò che apre alla realtà, all'infinito come insegnato appunto da papa Ratzinger e dal mio maestro mons. Luigi Giussani ma domina, è legata al potere, organizza e manipola la realtà, crea una visione astratta, una barriera tra l'uomo e la realtà. Cosí, in una società senza Dio, l'uomo è ridotto a una particella di materia, come dice il Concilio Vaticano II nella Gaudium et Spes".

Come convivere tra diverse fedi? Alla domanda Pera ha risposto: "Gesù Cristo non è un saggio o un filosofo, ma rivela la verità: "Ego sum veritas". Non ammette altre verità, anche se ciò non significa discriminare le altre fedi, che vanno accettate però secondo la fede cristiana come errori. Già dalle discussioni sul preambolo alla costituzione europea, il cristianesimo è stato fatto fuori dalla scena pubblica. Ma questo ragionamento e atteggiamento, apparentemente nobile, entrato anche nella Chiesa cattolica, priva di valore il messaggio cristiano e lo rende debole. L'identità è come il sesso, maschio o femmina: ce l'hai o non ce l'hai, da una parte o dall'altra. Oggi la Chiesa ti fa quasi sentire in colpa se tu affermi la tua identità. Ci stiamo abituando a non prendere la parola: per favore ha esortato ironicamente Pera santità, cardinali, preti di ogni ordine e grado, un po' più di coraggio!".

Negri ha confermato che "oggi il peccato della Chiesa non sono soltanto le mancanze morali, pur gravi, ma il cedimento alla mentalità del mondo, il tradimento della verità. Senza ragione, la fede non si spiega, diventa non comunicabile. Il dialogo con l'altro è possibile se io ho una identità vissuta. Ai miei preti a Ferrara sono arrivato a dire: se andiamo avanti cosí direte che i martiri erano degli [sfortunati] perchè non sono stati capaci di dialogare E allora chiediamo a Dio che ci aiuti a non essere mediocri".

"Per dialogare ha continuato Pera bisogna che ci siano almeno due identità, altrimenti è solo una resa. Noi ci stiamo arrendendo, e più ci arrendiamo più quelli che ci vogliono attaccare ci vogliono male". L'arcivescovo ha concluso i suoi interventi battendo il tasto interno alla Chiesa: "Annunziare Cristo, e questi crocefisso: è la sfida di oggi, quella della nuova evangelizzazione ai cristiani che sono lontani, testimoniare Cristo senza paura e senza tracotanza. Come ha detto papa Francesco, la Chiesa si riforma con la fede delle persone e la preghiera del popolo. Come fare? Ciascuno prenda la responsabilità di essere cristiano, senza sentire il limite come obiezione. Non è facile, ci vogliono delle amicizie carismatiche, amicizie umane fatte di fede e ragione. La comunità non ci sostituisce ma ci sostiene, e oggi anche i movimenti devono rinascere. L'esito non lo conosciamo, sarà quello che Dio vorrà, ma come dice san Giacomo noi mettiamo un seme di vita buona, a suo tempo darà il suo frutto".

Il ciclo di incontri e iniziative sul rapporto tra fede e ragione, promosso da un gruppo trasversale di persone, laici e credenti di vari movimenti, associazioni e parrocchie ha spiegato Marco Ferrini continuerà con prossimi appuntamenti ancora in corso di preparazione

 

...Kant e la filosofia di oggi

11 Gennaio 2016

LUCCA - A dieci anni dalla scomparsa del noto studioso kantiano Silvestro Marcucci, l'omonima Fondazione, presieduta dalla moglie e dalle figlie, ha voluto ricordare la figura del professore con una giornata di studi alla quale ha partecipato anche l'ex presidente del Senato Marcello Pera

 

...Scienza e fede

3 Dicembre 2015

Si svolgerà questo pomeriggio, presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma, la tavola rotonda sul tema "Parlare di Dio nella società secolare". Le riflessioni dei relatori prenderanno spunto dall'opera di Giuseppe Tanzella Nitti, "Teologia fondamentale in contesto scientifico" (Città Nuova). L'autore è professore ordinario di Teologia fondamentale presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma e direttore del Centro di documentazione interdisciplinare di Scienza e Fede e della Scuola internazionale superiore per la Ricerca interdisciplinare. L'opera in quattro volumi è un trattato completo di Teologia fondamentale che accetta per la prima volta il "contrappunto"
della razionalità scientifica, prendendo in esame le domande che le scienze pongono alla fede. La tavola rotonda, che sarà moderata da Robert Cheib, docente di teologia fondamentale presso l'Università del Sacro Cuore di Roma, prevede la partecipazione di Marcello Pera, filosofo della scienza, e di Lluís Oviedo, ordinario di antropologia teologica e teologia fondamentale presso la Pontificia Università Antonianum.

 

    INIZIATIVE

  • Il Presidente Pera a Perugia
  • 11 Maggio 2016

    Presentazione del libro "Diritti umani e cristianesimo" di Marcello Pera con Sua Eminenza il Cardinale Gualtiero Bassetti e il dott. Michele Paolini Paoletti presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Via Pascoli 33 alle ore 18,00. Saluto iniziale del magnifico Rettore Franco Moriconi.

    ATTIVITÀ INTERNAZIONALI

  • Incontro con il dr. John David Ashcroft
  • 4 Novembre 2015

    Incontro con il dr. John David Ashcroft, già procuratore generale degli USA (Former Attorney General). Il dr. Ashcroft si è distinto per la lotta al terrorismo a livello mondiale ed oggi è il titolare "The Ashcroft Group, LLC" uno delle principali gruppi di lobby statunitensi.

 

Articoli e interviste

Cosi' è tramontato il sogno liberale, i moderati vedono in Renzi il nuovo Cav
18 Marzo 2016

di Francesco Lo Dico sul Mattino

"E'la dissoluzione del centrodestra. Proprio sulla scalinata del Campidoglio, dove poco più di vent'anni prese l'abbrivo la grande rivoluzione liberale tratteggiata dal Cavaliere, cala la notte su un progetto politico che gli eredi di Bossi e Fini oggi stravolgono in un disegno caricaturale fondato sulla paura e destinato pertanto a una marginalità persistente". Ex presidente del Senato, protagonista del ventennio berlusconiano, Marcello Pera guarda al big bang dell'area moderata con malcelato sconforto. Per il professore, che è stato anche uno dei più acuti teorici di quel liberalismo rinascente che vide la luce tra grandi speranze nel 1994 ,"l'operazione di sintesi di Berlusconi è giunta al capolinea".

Stampa internazionale

Israel: A Normal Country
10 Luglio 2010

by Wall Street Journal

Hostility to the Jews has been a stain on the Western world's honor for centuries.

The following statement has been signed by Jose Maria Aznar, David Trimble, John R. Bolton, Alejandro Toledo, Marcello Pera, Andrew Roberts, Fiamma Nirenstein, George Weigel, Robert F. Agostinelli and Carlos Bustelo.

Israel is a Western democracy and a normal country. Nonetheless, Israel has faced abnormal circumstances since its inception. In fact, Israel is the only Western democracy whose existence has been questioned by force, and whose legitimacy is still being questioned independently of its actions...

Comunicati

LAVORO: PERA, NON E' UNA RIFORMA, E' 'ACQUA TRIACALE'
31 Maggio 2012

"Questa non e' una riforma, e'
cultura di concertazione Cgil''. Cosi' Marcello Pera, durante le
dichiarazioni di voto in Senato sul ddl lavoro, ha motivato la
propria astensione, in dissenso dal suo gruppo.
Pera ha poi citato un aneddoto di quando era studente
universitario di filosofia, e con i colleghi sosteneva delle
tesi poco argomentate con il loro professore: ''questi
rispondeva dicendo 'interessante, mi ricorda l'acqua triacale'.
Al che - ha raccontato Pera - noi cadevamo nel tranello e
chiedevamo cosa fosse questa 'acqua triacale'. Al che il nostro
professore rispondeva 'l'acqua triacale e' quella che non fa
bene e non fa male''.
''Ecco - ha concluso Pera - questa riforma e' come l'acqua
triacale. Quello che mi dispiace e' che, fatta questa riforma,
per decenni non se ne fara' piu' alcun altra''.

Discorsi

Unde venis, Europa?
3 Febbraio 2010

Parlamento Europeo
Working Group on Human Dignity

1. La questione dell'anima

Sono passati quasi venti anni da quando l'allora presidente della Commissione europea Jacques Delors dichiarò che l'unificazione dell'Europa non può essere solo una questione economica e lanciò la sfida di "dare un'anima all'Europa". Durante questo periodo quell'idea che fu ripresa dal presidente Prodi e da altri politici di alto profilo ha prodotto una delle industrie culturali europee più fiorenti. Il fatturato, in termini di incontri, dibattiti, convegni, libri, saggi, discorsi, iniziative, è stato impressionante. Ma il bilancio netto è, a voler essere onesti, deludente: la situazione oggi non è diversa da quella di allora. Se le profezie valessero anche in politica, poichè Delors fissò un termine di dieci anni, si dovrebbe concludere che abbiamo perduto la partita sia di andata che di ritorno. Naturalmente, è vero che il campionato è lungo, ma è anche vero che il gioco della squadra non lascia ben sperare...