A proposito di...

 

...Buon Natale e felice anno nuovo

23 Dicembre 2011

Auguro a voi tutti un Buon Natale e un felice anno nuovo...

 

...Manovra finanziaria

19 Agosto 2011

Lettera al direttore di "Libero"

Signor Direttore, come avrà letto, il capogruppo Fabrizio Cicchito ha richiamato all'ordine i dissidenti del Pdl. Lo rassicuri, non c'è nessuna "fronda" e, ci scommetto, non conosco nessuno che, anche se la manovra non venisse cambiata, voterebbe contro il Governo. Quei bravi parlamentari sono tutti uno più berlusconiano dell'altro e, se hanno fatto sentire la loro voce dissonante, è solo per sostenere Berlusconi, direi per richiamarlo alle origini. à solo un fenomeno di volenteroso sansepolcrismo, che per essere fronteggiato non ha bisogno di ordini di servizio.
Però il caro Fabrizio dovrebbe anche lui considerare gli argomenti onesti dei suoi parlamentari. Consideri, ad esempio, questo. Cicchitto è un giovane sessantenne o giù di lí. Supponiamo che la Signora Cicchitto sia di un paio d'anni più giovane di lui. Statisticamente, e calcolando per difetto, la coppia Cicchitto senior ha un figlio sui trent'anni e la coppia Cicchitto junior ha un bambino di quattro-cinque anni. Sempre statisticamente, i Cicchitto junior sono disoccupati oppure senza fisso lavoro. Conclusione: i Cicchitto senior devono mantenere altre due generazioni di Cicchitto junior. Domanda: se la sentirebbe Fabrizio Cicchitto di dire alla giovane signora Cicchitto: "cara, vai pure in pensione, goditela per quasi trent'anni, e non ti preoccupare di figlio, nuora e nipote, si arrangeranno da sè"? Altra domanda: se la sentirebbe Fabrizio Cicchitto di dire: "cara, io pago il mio bravo tributo di solidarietà, anzi lo raddoppio cosí il Calderoli è più contento di sputare in faccia a noi mascalzoni parlamentari, e poi, coperto il buco, continuiamo goderci la vita, tanto, come ti ho già detto, i nostri discendenti si arrangeranno da soli"?
Questo è un aspetto della manovra che crea, non fronde (Dio ce ne guardi, Berlusconi non è mica come Craxi, si incavolerebbe solo a sentirne parlare!), ma un po' di giustificato malumore, se Fabrizio permette, sí. Ed è solo un punto. Che dire di tutto quel programma di riforme che dal 1994 Forza Italia prima e il Pdl poi si trascinano nei programmi, nei convegni, nelle campagne elettorali, nei cartelloni pubblicitari? Che dire se ora se ne ripesca appena un po' e lo si infila, non in organiche leggi di riforma presentate il primo giorno della legislatura, ma in un decreto legge di fine stagione che deve fare cassa maledetta e sùbito? Che dire dei progetti relativi a comuni, provincie, numero dei parlamentari, enti pubblici, che avrebbero bisogno di provvedimenti organici a sè e invece si nascondono alla rinfusa sempre nello stesso decreto legge e si trattano come se fossero problemi finanziari? Davvero, caro Fabrizio, si può pensare di toccare la storia d'Italia e la costituzione italiana all'insegna dell'improvvisazione?
Mi dice Fabrizio: beh, ma su molte riforme di "liberalizzazione" siamo d'accordo, vedrai che le faremo. Il guaio è che si sono messi di traverso Bossi e Tremonti (più i sindacati amici, dico io, che se no, minacciano di congiungersi con il sindacato nemico). Vero, ma vogliamo discuterne? Faccio anche qui un esempio. Io e Fabrizio abbiamo in comune un caro amico che si chiama Sandro. Un bel giorno, mentre costui si prodiga con onestà a fare il suo mestiere di Ministro dei Beni culturali, casca un tetto a Pompei. Risultato: nonostante lo squallido linciaggio di Bersani, Di Pietro, Casini e Fini, Sandro si salva, ma poi si deve dimettere. Qualche giorno dopo, anzichè un tetto, casca l'Italia, mentre Tremonti ci stava giusto giusto spiegando come, grazie a lui e alle sue visioni, andava tutto per il meglio. Risultato? Tremonti resta e passa per uno geniale. Dunque, Sandro no e Giulio sí. Mi pare, a dir poco, un'ingiustizia, sicuramente contro il primo.
Mi obietta ancora Fabrizio: ma Tremonti non è un ministro nostro, è il ministro dei "poteri forti" (anse che ora dicono che non lo conoscono) e di Bossi e Calderoli. Vero anche questo, ma era vero anche nel 2001 e nel 2008. Che bisogno c'era di solleticargli lo smisurato Ego facendolo diventare l'unico ministro del Governo? E di applaudirlo sempre: fin da quando era contro la globalizzazione e invocava i dazi alla Cina (mi ricorda, a proposito, la vecchia e cara Teresa Noce. Ricordi Fabrizio la sua ricetta come la raccontava Fernando Santi? "Costringiamo ogni cinese a comprarsi un foulard di seta e avremo risolto i nostri problemi").
Non vorrei che ora Fabrizio pensasse che io ritenga che, tolto Tremonti, abbiamo risolto tutto. Perchè so bene che la storia non dirà mai che, se le "liberalizzazioni" non si sono fatte, la responsabilità è solo di un ministro dell'Economia. Anzi, vorrei evitare che si continuasse come prima, con questo giochino delle responsabilità. Un giorno è colpa di Follini, un altro di Casini, un altro di Fini, un altro del Presidente della Repubblica, un altro dell'11 settembre, un altro della crisi "imprevista". Di questo passo, si torna, al massimo, al "destino cinico e baro" ma non si riforma nulla. Questa è cosa che dovrebbe essere detta anche al bravo Alfano, a cui va tutta la nostra stima e speranza.
Per concludere. Viviamo tempi difficili e più difficili ci aspettano. La crisi dell'Occidente tutto farà forse stragi, io temo, come le epidemie medievali. C'è da essere assai preoccupati, perchè se viene meno anche il pilastro americano, noi non avremo neppure più uno sceriffo che ci protegga. Sappiamo che non c'è rimedio risolutivo immediato (e lo si dovrebbe dire, prima che gli Italiani siano illusi e poi delusi ancora), ancor meno c'è rimedio con misure improvvisate del genere "chicojocojo". Ma almeno cerchiamo di pensare al dopo: perchè, in questo Occidente, sopravviverà solo chi, dopo aver sputato sangue, sarà più attrezzato per i tempi che verranno. I tempi dei Cicchitto junior.
Un'ultima annotazione. Ai tempi della Convenzione per la Riforma Liberale, noi, inadeguati babbei meritoriamente defunti, chiamavamo occasioni come questa "la nostra Algeria". Pensavamo che un evento straordinario e anche penoso, di carattere politico o economico, potesse fornire all'Italia l'occasione per riformarsi. Ora un'Algeria c'è. Dobbiamo solo volgerla al meglio con le riforme, non con le tasse ai primi che capitano prima che si trasformi in una nuova Hiroshima.

 

...ecco perche' non bisogna arrestare Papa

7 Luglio 2011

E' sbagliato mandare in galera qualcuno prima del processo, anche se e' una scelta impopolare. Rischia di essere un modo sbrigativo per eliminare gli avversari...(continua)

 

...Giovanni Falcone, servitore di questo Stato

23 Maggio 2011

Se vogliamo davvero ricordare Giovanni Falcone, non possiamo limitarci alla dimensione della sola memoria. Dobbiamo fare di più. Dobbiamo dare un senso alla sua vita, al suo lavoro, al suo sacrificio. Perchè un uomo vive ancora se la sua opera continua a dare a noi una guida, un aiuto, un esempio. E nessun uomo muore mai definitivamente fino a che si pone come punto di riferimento delle nostre discussioni e azioni...(continua)

 

...Politica e Istituzioni attraverso 150 anni di storia d'Italia

12 Aprile 2011

Nell'ambito del ciclo di seminari "Politica e Istituzioni attraverso 150 anni di storia d'Italia", il sen. Pera modera "La questione cattolica" alle ore 16,00 presso la Sala Zuccari del Senato. Intervengono: Alfredo Cannavero, Università degli studi di Milano; Emma Fattorini, "la Sapienza" Università degli studi di Roma; Giovanni Sabatucci, "La Sapienza Università degli studi di Roma; Andrea Ciampani, Università LUMSA di Roma.

 

    INIZIATIVE

  • Il sen. Pera a Roma
  • 23 Maggio 2011

    Il sen. Pera partecipa alla presentazione del libro del sen. Compagna "Theodor Herzil - Il Mazzini d'Israele" con Annamaria Cossiga, Riccardo Di Segni, Giuliana Limiti e Aldo Rizzo presso la Biblioteca Spadolini - Senato della Repubblica - Piazza Santa Maria sopra la Minerva alle ore 17,30.

    ATTIVITÀ INTERNAZIONALI

  • Il sen. Pera a Washington DC
  • 26 Gennaio 2011

    How Necessary Is Christianity to European Identity?

    Once the heart of Christendom, Europe now is increasingly a secularist culture. While many states retain Christian symbols on their flags and official sports team uniforms, and references to Christian beliefs remain in some constitutions, many Europeans are leaving the religion. Earlier this decade, in considering the ratification of a European constitution (an effort that ultimately failed), the EU omitted from the preamble any historical reference to Europe's Christian roots, though it duly noted its ancient Greek and Roman heritage.



    Recently, the question of European identity has been brought into sharp focus over issues of Muslim immigration and integration. This fall, German Chancellor Angela Merkel asserted that the "multikulti" concept where people would "live side-by-side" happily was not working, and immigrants needed to do more to integrate. This followed initiatives to ban some symbols of Islam, such as minarets in Switzerland and burkas in France, as well as gains at the polls by anti-immigration parties throughout the Continent. How necessary to European identity is its Christian heritage? Do these developments indicate a trend toward reclaiming Europe's Christian identity? How might Christianity be relevant to Europe's future?



    Marcello Pera, an Italian philosopher, Senator, and former President of the Italian Senate, is a Visiting Fellow at Hudson Institute. At Hudson, he is writing a book entitled Science and Religion, Politics and Faith: On the Origins and Foundations of Secularism. This volume follows his 2008 book, Perchè dobbiamo dirci cristiani: Il liberalismo, l'Europa, l'etica (Why We Should Call Ourselves Christians: Liberalism, Europe, and Ethics), which includes an introduction by Pope Benedict XVI.



    George Weigel is a Distinguished Senior Fellow and William E. Simon Chair in Catholic Studies at the Ethics and Public Policy Center. He is a Catholic theologian and one of America's leading public intellectuals. Weigel's most recent book is The End and the Beginning: Pope John Paul II The Victory of Freedom, the Last Years, the Legacy, which chronicles John Paul's decades-long struggle with communism and recounts the tumultuous last years of John Paul's life.



    Hudson Senior Fellow and Director of the Center for Religious Freedom Nina Shea will introduce and moderate the event.



    This event will be streamed live on Hudson's website: www.hudson.org/WatchLive.



    Please RSVP to events@hudson.org with "Europe" in the subject line.





    Betsy and Walter Stern Conference Center

    Hudson Institute

    1015 15th Street, NW

    Sixth Floor

    Washington, DC 20005

 

Articoli e interviste

Siamo stati annessi alla Germania e ce lo meritiamo
23 Novembre 2011

Signor Direttore, la sostanza politica di cio' che e' accaduto col Governo Monti ha un nome tecnico ben conosciuto dagli storici: nella lingua in cui questa operazione e' stata consegnata, si chiama Anschluss.
(continua)...

Stampa internazionale

Israel: A Normal Country
10 Luglio 2010

by Wall Street Journal

Hostility to the Jews has been a stain on the Western world's honor for centuries.

The following statement has been signed by Jose Maria Aznar, David Trimble, John R. Bolton, Alejandro Toledo, Marcello Pera, Andrew Roberts, Fiamma Nirenstein, George Weigel, Robert F. Agostinelli and Carlos Bustelo.

Israel is a Western democracy and a normal country. Nonetheless, Israel has faced abnormal circumstances since its inception. In fact, Israel is the only Western democracy whose existence has been questioned by force, and whose legitimacy is still being questioned independently of its actions...

Comunicati

P4: PAPA; PERA, NO ALL'ARRESTO PREVENTIVO
7 Luglio 2011

Lettera al direttore di Libero

''Sono contrario all'arresto preventivo, che e' una
barbarie delle dittature, una tortura per estorcere prove. Salvo
casi eccezionali non si mette in galera nessuno prima di un
processo ne' si mette in galera qualcuno per un processo
celebrato sui giornali, tanto piu' per reati politici. E sono
ancor piu' contrario all'arresto preventivo di un parlamentare,
ne va della democrazia, cosi' come ne sta andando della
democrazia con la campagna di stampa contro la 'Casta', un modo
sbrigativo per disfarsi degli avversari''. L'ex presidente del
Senato Marcello Pera, in una lettera a Libero, si rivolge ai
colleghi del Pdl alla Camera per spiegare le ragioni del suo no
all'arresto di Alfonso Papa.
''Essere contrario all'arresto di Papa prima del processo e'
tanto impopolare quanto dire che il Presidente della Repubblica
non rispetta la Costituzione, o dire che il Consiglio superiore
della magistratura e' ormai un sindacato addetto al baratto
delle carriere, o dire che il processo penale in Italia viola la
Costituzione, oppure dire che la Corte costituzionale mai avra'
la forza di sanare questo e altri difetti'', scrive Pera. Sono
''idee impopolari anch'esse ma, e qui torno a rivolgermi ai miei
colleghi del Pdl della Camera, noi nascemmo proprio per far
diventare popolari queste idee impopolari''.(ANSA).

Discorsi

Unde venis, Europa?
3 Febbraio 2010

Parlamento Europeo
Working Group on Human Dignity

1. La questione dell'anima

Sono passati quasi venti anni da quando l'allora presidente della Commissione europea Jacques Delors dichiarò che l'unificazione dell'Europa non può essere solo una questione economica e lanciò la sfida di "dare un'anima all'Europa". Durante questo periodo quell'idea che fu ripresa dal presidente Prodi e da altri politici di alto profilo ha prodotto una delle industrie culturali europee più fiorenti. Il fatturato, in termini di incontri, dibattiti, convegni, libri, saggi, discorsi, iniziative, è stato impressionante. Ma il bilancio netto è, a voler essere onesti, deludente: la situazione oggi non è diversa da quella di allora. Se le profezie valessero anche in politica, poichè Delors fissò un termine di dieci anni, si dovrebbe concludere che abbiamo perduto la partita sia di andata che di ritorno. Naturalmente, è vero che il campionato è lungo, ma è anche vero che il gioco della squadra non lascia ben sperare...