Sala Stampa

A proposito di...

...La P3 è una bufala lanciata dalla magistratura per avvelenare la politica (28 Luglio 2010)
L'onorevole Denis Verdini ha dichiarato di non appartenere alla P3. E' credibile soprattutto per una ragione: che la P3 è una bufala lanciata dalla magistratura per avvelenare la politica. Questa bufala si smonterà da sè, ma intanto ha già ottenuto i risultati per cui è stata fabbricata.
Primo risultato: nessun magistrato che voglia fare carriera potrà esprimere opinioni di centro destra o iscriversi ad una corrente diversa di centro destra. Per fare un esempio, chi volesse diventare procuratore a Milano deve farsi raccomandare, come si faceva una volta, da Magistratura democratica: oltre alla garanzia dell'incarico, avrà anche quella di non essere intercettato o, se intercettato, di non vedersi infangato sui giornali.
Secondo risultato: il partito di maggioranza non sarà libero di designare alla vicepresidenza del Csm un esponente di centro destra. Si dovrà proseguire con la pratica dei Galloni, Verde, Rognoni, Mancino. Comunque sia, ai magistrati è riconosciuto un diritto di veto politico dichiarato e preventivo.
Terzo risultato: non si potranno fare riforme della magistratura e non si potranno toccare i magistrati in alcuna maniera. Al più, come hanno chiesto e ottenuto, solo per aumentargli lo stipendio.
Sedici anni dopo siamo daccapo: qualche babbeo, qualche balordo, qualche millantatore, qualche trafficante, e anche qualche mascalzone autentico servono ai magistrati non per perseguire colpevoli di reati ma per rovesciare l'Italia come un calzino e fare pulizia politica. Verdini è solo l'ultimo entrato nella lavanderia. Ai titolari non interessa lui, l'importante è che funzioni il loro negozio.

...Sicurezza dei cittadini (17 Giugno 2010)
La sentenza di condanna del
prefetto Gianni De Gennaro getta sgomento in chi, contro le continue
apparenze contrarie, ancora si ostinasse a credere che l'amministrazione della giustizia dovrebbe prescindere da
considerazioni politiche, ideologiche e pedagogiche. I giudici di
appello hanno invece voluto dare tante lezioni: ai magistrati di primo
grado, ai manifestanti, agli agenti e ai vertici della Polizia, alla
politica. La lezione peggiore e' quella che e' meglio lasciare che una
citta' sia messa a ferro e fuoco piuttosto che servire lo Stato e
garantire la sicurezza dei cittadini.

...Fini come Attila (1 Giugno 2010)
ll Presidente della Camera cala sulla Costituzione e sulle Istituzioni della Repubblica come Attila: incendia, saccheggia e devasta.

Peggiori degli effetti che provoca sono le motivazioni: se Fini intende "svolgere un ruolo politico", come egli ha dichiarato, allora, se ne e' capace, lo svolga nelle sedi appropriate.

La Presidenza della Camera è incompatibile con i ricatti politici. E la voglia di fare futuro può anche portare a tradire gli impegni elettorali ma non i vincoli costituzionali.

...Il sen. Pera a Roma (29 Maggio 2010)
Il sen. Pera sarà presso il Centro Convegni BONUS PASTOR - Via Aurelia, 208 - alle ore 18,30 per la conferenza pubblica: "La scienza e la ragione allargata".

...Giovanni Falcone, servitore di questo Stato (23 Maggio 2010)
se vogliamo davvero ricordare Giovanni Falcone, non possiamo limitarci alla dimensione della sola memoria. Dobbiamo fare di più. Dobbiamo dare un senso alla sua vita, al suo lavoro, al suo sacrificio. Perchè un uomo vive ancora se la sua opera continua a dare a noi una guida, un aiuto, un esempio. E nessun uomo muore mai definitivamente fino a che si pone come punto di riferimento delle nostre discussioni e azioni...

...Il sen. Pera a Madrid (20 Maggio 2010)
Il sen. Pera presenta l'edizione spagnola di "Perchè dobbiamo dirci cristiani":"Por què debemos considerarnos cristianos ", con il presidente Aznar presso l'Aula Magna dell'Universidad CEU San Pablo - C/ Julian Romea 23 alle ore 19,30.

...Sentenza d'appello del processo "Diaz" (19 Maggio 2010)
La sentenza d'appello del "processo Diaz" è una delle pagine più brutte della storia della nostra magistratura. Sono certo che la Corte di cassazione ristabilira' la verita', ma rimane aperta una profonda ferita istituzionale. La decisione dei giudici d'appello, che di fatto ribalta una sentenza di primo grado, non trova alcun riscontro nei fatti e risponde più ad un teorema politico che ai principi fondamentali di giustizia e verita' che la magistratura ha giurato di osservare.

...Il sen. Pera a Vienna (6 Maggio 2010)
Il sen. Pera partecipa al The Vienna Forum su "The Future of Europe and the Question of Islam" dal 6 al 9 maggio presso il Castello di Neuwaldegg.

...Il sen. Pera all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma (28 Aprile 2010)
Nell'ambito dei "Mercoledí della Cattolica" il sen. Pera partecipa all'incontro "Alle radici dell'Europa: cristianesimo e nuova questione antropologica" con l'on. Carlo Casini presso l'Aula Vito - IV piano del Policlinico A. Gemelli - alle ore 13,30.

...Visita del Santo Padre a Malta (17 Aprile 2010)
Il presidente maltese George
Abela, ricevendo all'aeroporto internazionale di Luqa papa Benedetto XVI, ha voluto citare un filosofo laico caro al
pontefice: Marcello Pera. Citando un suo recente articolo sul Corriere della Sera, Abela ha parlato di una ''guerra'' in
corso oggi in Europa fra ''il laicismo e il cristianesimo''; una guerra, ha aggiunto sempre citando dall'ex-presidente del
Senato, in cui, come al tempo del comunismo e del nazismo,''cio' che si vuole e' la distruzione della religione. Allora
l'Europa pago' a questa furia distruttrice il prezzo della propria liberta'... la stessa democrazia sarebbe perduta se
il cristianesimo venisse ancora cancellato''. Nel suo discorso, il presidente maltese ha criticato il ''modello
laicista'' che relega la religione nel ''dominio privato''. Malta, ha aggiunto, anche se e' entrata nell'Unione Europea,si trova oggi ad affrontare ''come il resto d'Europa e del mondo occidentale, un conflitto tra il cristianesimo da una parte e il laicismo e il secolarismo dall'altra". (continua)

...Tre lezioni sui laicisti e la Chiesa (8 Aprile 2010)
La battaglia non è ancora vinta e la guerra sarà ancora lunga e cruenta, ma il primo assalto è stato respinto. Sulla questione della pedofilia, cristiani e cattolici di tutto il mondo hanno compreso alcune lezioni fondamentali.
Prima. La riparazione con atti di giustizia ecclesiastica e civile dei casi accertati di pedofilia fra i sacerdoti non è il vero interesse di chi conduce la campagna. Se davvero lo fosse, allora analoghe prese di posizione si sarebbero dovute verificare in altri casi, oppure si sarebbe presa l'occasione per riflettere sulle nostre leggi sempre più permissive in materia etica. Perchè la pedofilia è un crimine orrendo e l'uccisione di un embrione con una pillola è una "conquista civile"? O sono crimini entrambi oppure chi fa la distinzione fra l'uno e l'altro non si riferisce al crimine in sè, ma a qualche altra cosa. L'essere sùbito saltati da parte degli accusatori dalla denuncia dei singoli casi all'accusa indiscriminata alla Chiesa come istituzione ha fatto capire che è precisamente questa altra cosa ciò che essi hanno in mente.
Seconda lezione. Cristiani e cattolici hanno anche compreso che la persona del Papa non è l'obiettivo della campagna. Perchè se c'è uno che ha preso sul serio questi scandali e li ha denunciati, questi è Benedetto XVI. Impossibile rimproverargli disattenzione, negligenza e ancor meno connivenza. La sua predicazione di una vita, il suo magistero, la sua inequivoca dottrina sul punto gli hanno fatto sempre scudo contro qualunque denigrazione o insinuazione. E l'immagine visibile di quello scudo è quel "celeste sorriso di Cristo" di cui ha parlato il cardinal Sodano, con un'immagine doppiamente felice perchè mette assieme l'espressione di fiducia che emana dal volto, anche provato, di Benedetto XVI con la serenità interiore del Suo animo. à un calvario quello a cui il Papa viene sottoposto, ma che egli riesce a percorrere non tanto come un fardello suo personale quanto come la prova che ogni autentico cristiano deve superare quando lo "scandalo del crocifisso" entra nel mondo. à per questo che anche chi si è avventurato a chiederne le dimissioni come presunto responsabile di un "Altargate", come Nixon del "Watergate", ha dovuto riconoscere che egli è privo di colpe. Dunque, anche per questo rispetto è risultato chiaro che il bersaglio della campagna sta altrove.
Terza lezione. Cattolici e cristiani hanno infine ben capito dove è collocato questo "altrove". à la Chiesa e più precisamente la sua predicazione e testimonianza cristiana ciò che disturba. Giustamente, il cardinal Sodano e altri hanno denunciato il vero obiettivo: la campagna dei laicisti è contro chi difende la vita, la persona, il matrimonio, l'etica. Questa è la guerra culturale che attraversa tutto l'Occidente in questo momento di crisi morale. Da un lato, chi predica la libertà senza responsabilità, l'autonomia dell'individuo senza vincoli, la relatività dei valori come fonte di ogni valore; dall'altro lato, chi oppone che se l'etica non ha verità, allora il bene è solo una pacca sulle spalle che ciascuno dà a se medesimo ogni volta che ha perseguito il proprio interesse e l'ha fatta franca. La contraddizione che stringe l'Occidente è drammatica e la spirale in cui si avvolge è perversa. Non puoi esaltare la libertà sessuale, perdonare ad ogni infrazione, abbassare ogni guardia, tollerare ogni trasgressione, esaltare la omosessualità fino al punto di voler introdurre il reato di omofobia, e poi scandalizzarti della pedofilia. Se non c'è più il senso del peccato, ciò che è moralmente lecito o illecito finisce sotto la legge generale della forza.
Dispiace che queste lezioni non siano state ben comprese da molti laici. E che essi per primi non abbiano reagito contro una campagna palesemente anticristiana. Se avessero memoria storica di che cosa ha rappresento il cristianesimo per la nostra civiltà, se avessero consapevolezza culturale di quale valore fondante esso fornisce a quegli stessi valori che essi sostengono di difendere, e se avessero onestà intellettuale per ammettere che la stessa laicità è un concetto interno al cristianesimo, non ad esso estraneo o imposto, allora, credenti e praticanti o no, non si farebbero trascinare in una guerra che, se fosse vinta da chi la conduce, porterebbe alla stessa distruzione della laicità. Oppure non si mostrerebbero ora disattenti ora indifferenti rispetto alla posta che è in gioco.
Dispiace anche che a questa incomprensione non abbiano fatto eccezione alcuni esponenti dell'ebraismo. Dimenticare che Benedetto XVI ha reciso alla radice qualunque alibi all'antisemitismo, perchè lo ha negato in dottrina e non semplicemente con gesti mediatici; dimenticare inoltre che proprio Benedetto XVI si è più di altri riferito alla nozione di "giudaico-cristiano"; e trascurare che se il cristianesimo è messo in discussione anche il giudaismo lo è, significa commettere un errore grave, di prospettiva storica e di cultura. Si può pensare che il mondo debba ancora atti di riparazione agli ebrei, soprattutto si deve pretendere che questi atti non si esauriscano in qualche cerimonia occasionale in cui si spendono lacrime a comando, ma chiedere ogni volta che si scusi chi già si è scusato nei modi e limiti in cui può scusarsi, o intimare revisioni di episodi e personaggi, oppure sentirsi offesi per una analogia fra discriminazioni, come quella fatta da padre Cantalamessa, peraltro innocente e offerta in buona fede a chi come solo loro, gli ebrei, possono meglio capirla, è segno o di protervia intellettuale, che non si vorrebbe vedere tra quei nostri amici, o di confusione fra questioni cruciali di civiltà e piccoli interessi di questa o quella comunità o di carriera di questo o quel personaggio, che sarebbe meglio non commettere.
I laicisti non fanno distinzioni, perchè non hanno scrupoli. Se oggi salvano gli uni per condannare gli altri è perchè domani si apprestano a invertire le parti. La guerra che essi hanno da tempo dichiarata richiede l'unione di tutte le forze mature e consapevoli. Non prevalebunt, certamente, ma sono pericolosi.(da "Il Tempo")

...Giovanni Paolo II (2 Aprile 2010)
Ci ha insegnato che il male esiste. Poi, che il male va combattuto. E siccome male non è mai definitivamente sconfitto - perchè per i credenti è frutto del peccato originale e per i laici degli errori della volontà degli uomini -, ne deriva che la lotta al male è un dovere per le persone e il compito della politica. Questo è ciò che fece il Papa contro il comunismo e che ha continuato a fare contro altri mali. Un compito inesauribile, perchè il bene non è uno stato, bensí un processo.

...I sacerdoti pedofili e il Papa (17 Marzo 2010)
Lettera al direttore del Corriere della Sera

(Caro direttore) La questione dei sacerdoti pedofili o omosessuali scoppiata da ultimo in Germania ha come bersaglio il Papa. Si commetterebbe però un grave errore se si pensasse che il colpo non andrà a segno data l'enormità temeraria dell'impresa. E si commetterebbe un errore ancora più grave se si ritenesse che la questione finalmente si chiuderà presto come tante simili. Non è cosí.
à in corso una guerra. Non propriamente contro la persona del Papa, perchè, su questo terreno, essa è impossibile. Benedetto XVI è reso inespugnabile dalla sua immagine, la sua serenità, la sua limpidezza, fermezza e dottrina. Basta il suo sorriso mite per sbaragliare un esercito di avversari. No, la guerra è fra il laicismo e il cristianesimo. I laicisti sanno bene che, se uno schizzo di fango arrivasse sulla tonaca bianca, verrebbe sporcata la Chiesa, e se fosse sporcata la Chiesa allora lo sarebbe anche la religione cristiana. Per questo i laicisti accompagnano la loro campagna con domande del tipo "chi porterà più i nostri figli in Chiesa?", oppure "chi manderà più i nostri ragazzi in una scuola cattolica?", oppure ancora "chi farà curare i nostri piccoli in un ospedale o una clinica cattolica?"
Qualche giorno fa una laicista si è lasciata sfuggire l'intenzione. Ha scritto: "l'entità della diffusione dell'abuso sessuale su bambini da parte di sacerdoti mina la stessa legittimazione della Chiesa cattolica come garante della educazione dei più piccoli". Non importa che questa sentenza sia senza prove, perchè viene accuratamente nascosta "l'entità della diffusione": un per cento di sacerdoti pedofili? dieci per cento? tutti? Non importa neppure che la sentenza sia priva di logica: basterebbe sostituire "sacerdoti" con "maestri" o con "politici" o con "giornalisti" per "minare la legittimazione" della scuola pubblica, dei parlamenti o della stampa. Ciò che importa è l'insinuazione, anche a spese della grossolanità dell'argomento: i preti sono pedofili, dunque la Chiesa non ha autorità morale, dunque l'educazione cattolica è pericolosa, dunque il cristianesimo è un inganno e un pericolo.
Questa guerra del laicismo contro il cristianesimo è campale. Si deve portare la memoria al nazismo e al comunismo per trovarne una simile. Cambiano i mezzi, ma il fine è lo stesso: oggi come ieri, ciò che si vuole è la distruzione della religione. Allora l'Europa pagò a questa furia distruttrice il prezzo della propria libertà. à incredibile che soprattutto la Germania, mentre si batte continuamente il petto per la memoria di quel prezzo che essa inflisse a tutta l'Europa, oggi, che è tornata democratica, se ne dimentichi e non capisca che la stessa democrazia sarebbe perduta se il cristianesimo venisse ancora cancellato. La distruzione della religione comportò allora la distruzione della ragione. Oggi non comporterà il trionfo della ragion laica, ma un'altra barbarie.
Sul piano etico, è la barbarie di chi uccide un feto perchè la sua vita nuocerebbe alla "salute psichica" della madre. Di chi dice che un embrione è un "grumo di cellule" buono per esperimenti. Di chi ammazza un vecchio perchè non ha più una famiglia che se ne curi. Di chi affretta la fine di un figlio perchè non è più cosciente ed è incurabile. Di chi pensa che "genitore A" e "genitore B" sia lo stesso che "padre" e "madre". Di chi ritiene che la fede sia come il coccige, un organo che non partecipa più all'evoluzione perchè l'uomo non ha più bisogno della coda e sta eretto da solo. E cosí via.
Oppure, per considerare il lato politico della guerra dei laicisti al cristianesimo, la barbarie sarà la distruzione dell'Europa. Perchè, abbattuto il cristianesimo, resterà il multiculturalismo, che ritiene che ciascun gruppo ha diritto alla propria cultura. Il relativismo, che pensa che ogni cultura sia buona quanto qualunque altra. Il pacifismo che nega che il male esiste. Oppure resterà quell'europeismo retorico e irresponsabile che dice che l'Europa non deve avere una propria specifica identità, ma essere il contenitore di tutte le identità. Salvo poi ricredersi e andare nella cattedrale di Strasburgo a dire: "ora abbiamo bisogno dell'anima cristiana dell'Europa".
Questa guerra al cristianesimo non sarebbe cosí pericolosa se i cristiani la capissero. Invece, all'incomprensione partecipano molti di loro. Sono quei teologi frustrati dalla supremazia intellettuale di Benedetto XVI. Quei vescovi incerti che ritengono che venire a compromesso con la modernità sia il modo migliore per aggiornare il messaggio cristiano. Quei cardinali in crisi di fede che cominciano a insinuare che il celibato dei sacerdoti non è un dogma e che forse sarebbe meglio ripensarlo. Quegli intellettuali cattolici felpati che pensano che esista una questione femminile dentro la Chiesa e un non risolto problema fra cristianesimo e sessualità. Quelle conferenze episcopali che sbagliano l'ordine del giorno e, mentre auspicano la politica delle frontiere aperte a tutti, non hanno il coraggio di denunciare le aggressioni che i cristiani subiscono e l'umiliazione che sono costretti a provare dall'essere tutti, indiscriminatamente, portati sul banco degli imputati. Oppure quei cancellieri venuti dall'Est che esibiscono un bel ministro degli esteri omosessuale mentre attaccano il Papa su ogni argomento etico, o quelli nati nell'Ovest, i quali pensano che l'Occidente deve essere laico, cioè anticristiano.
La guerra dei laicisti continuerà, se non altro perchè un Papa come Benedetto XVI che sorride ma non arretra di un millimetro la alimenta. Ma se si capisce perchè non si sposta, allora si prende la situazione in mano e non si aspetta il prossimo colpo. Chi si limita soltanto a solidarizzare con lui o è uno entrato nell'orto degli ulivi di notte e di nascosto oppure è uno che non ha capito perchè ci sta.

...Il sen. Pera a Lucca (5 Marzo 2010)
Il sen. Pera partecipa alla "Lezione di Pannunzio" che si terrà presso Palazzo Cenami - Via Cenami, 12 - alle ore 16,00.

...Intercettazioni (16 Febbraio 2010)
Dalle pagine di un quotidiano si viene a
sapere che la signora Verdini parla al telefono con un vecchio amico suo e del marito circa la sistemazione dei figli in un albergo, che la stessa signora si preoccupa che i ragazzi siano sistemati assieme, che il giovane figlio chiede al telefono all'amico di papa' che lo ha visto nascere una sistemazione alberghiera, dovendo sostenere un esame alla Universita' Bocconi, e cosi' via con cronache di ordinaria conversazione familiare,fra una madre apprensiva e un amico di famiglia. Sollevo qualche domanda impertinente: che cosa hanno a che fare queste registrazioni telefoniche con le indagini in corso? E' professionale quella procura che le ha
disposte, pagate, trascritte, passate ai giornali e allegate al fascicolo? Quali esigenze giudiziarie il procuratore intendeva soddisfare origliando al telefono di un ragazzo? Mi rispondo da solo. Primo, i procuratori non sanno piu' e non vogliono piu'fare indagini. A loro basta ascoltare al telefono chiunque e comunque, tanto una legge che li costringa ad un minimo di
professionalita' non verra' mai approvata.
Secondo, i procuratori sanno che la loro carriera sara' garantita in ogni caso, tanto le loro telefonate per appaltarsi le promozioni non verranno mai pubblicate. Terzo, c'e' un degrado allarmante nel costume pubblico, ma c'e' una degenerazione anche piu' grave nelle stanze della giustizia. Chi non vede il primo e' cieco, chi ignora la seconda e' ipocrita e colpevole. (M.P.)

...Il sen. Pera a Roma partecipa all'incontro dal titolo "La valenza sociale del rapporto tra scienza e religione" (26 Gennaio 2010)
Il sen. Pera partecipa all'incontro promosso dal Centro Culturale "Paolo VI" e dall'Università Pontificia Salesiana che si terrà presso la Rettoria di Sant'Ivo alla Sapienza - Palazzo della Sapienza in Corso Rinascimento, 40 - alle ore 19,30.

... Il sen. Pera alla Pontificia Università Lateranense (30 Novembre 2009)
Il sen. Pera partecipa al convegno "1609-2009: From Galilei's Telescope to Evolutionary Cosmology. Science, Philosophy and Theology in Dialogue" che si terrà dal 29 novembre al 2 dicembre.

...Intervento nell'Aula del Senato della Repubblica sul "Caso Cosentino" (25 Novembre 2009)
La ringrazio, Presidente, per avermi dato la parola e naturalmente ringrazio anche i suoi collaboratori. Vorrei sottoporre alla sua attenzione, Presidente, un dubbio che mi è sorto circa un profilo di ammissibilità della mozione presentata dal senatore Zanda e da altri senatori. à un profilo che riguarda non tanto l'aspetto costituzionale, su cui si è soffermato appena adesso il collega della Lega, quanto la coerenza logica.
Mi spiego molto brevemente. Il primo considerato della mozione afferma che: "la chiamata in correità, per assurgere a rango di prova, dovrà essere corredata da riscontri individualizzanti", in mancanza dei quali le dichiarazioni rese non possono essere considerate dimostranti la colpevolezza. Sono d'accordo con questo punto, che è altamente tecnico, e non è un caso che tale mozione sia firmata da illustri senatori magistrati: Finocchiaro, D'Ambrosio, Della Monica, Casson, Maritati ed altri che non conosco (c'è anche il senatore Latorre che, sia senza detto senza ironia, ictu oculi non mi sembra un magistrato). Bene, torno a richiamare questo elemento tecnico ed a rivolgermi proprio a questi magistrati, colleghi per i quali ho grande stima anche per aver avuto con loro dei rapporti, tutti confessabili, ancor prima che fossero senatori.
Vorrei ricordare a loro ed ai colleghi che mi ascoltano che qualche legislatura fa in questo Senato ci fu una lunga battaglia su un disegno di legge di riforma dell'articolo 192 del codice di procedura penale, da me presentato, per inserirvi precisamente questa dizione: "Le chiamate in correità non hanno valore se non sono sostenute da ragioni di riscontri individualizzanti". Quella battaglia non ebbe alcun esito, l'articolo 192 non fu modificato e la maggioranza di sinistra non volle cambiarlo. La conseguenza è che abbiamo avuto procedimenti giudiziari di tipo solipsistico, dove la dichiarazione di un pentito viene riscontrata con la dichiarazione di un secondo pentito, quella del secondo con il terzo, fintantochè l'ultimo pentito dichiara esattamente quanto ha dichiarato il primo della catena ed il cerchio si chiude.
La conseguenza è che ci sono state condanne importanti, anche con apparente valore storico, ottenute sulla base di dichiarazioni di pentiti, che poi sono state messe in discussione sulla base di dichiarazioni di altri pentiti. Vorrei richiamare la vostra attenzione, colleghi, perchè cosí non si fa la lotta alla mafia, al massimo si fa dell'antimafia. (Applausi dal Gruppo PdL).
Pertanto, mi chiedo, ed è questa la ragione del mio intervento, signor Presidente, se questa mozione non sia per caso incompleta o incoerente e, laddove nella stessa è scritto che si impegna il Governo ad invitare il Sottosegretario a rassegnare le dimissioni, non si debba premettere che il Senato impegna il Governo a modificare l'articolo 192 del codice di procedura penale secondo l'espressione contenuta in tale mozione. Se non ci fosse questa ulteriore premessa, colleghi, troverei incoerente la mozione e tale incoerenza sarebbe un ulteriore rafforzamento del mio convincimento che essa, cosí com'è, deve essere respinta. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).

...Il sen. Pera a Milano per l'inaugurazione dell'anno formativo dell'I.re.f (12 Novembre 2009)
Il sen. Pera partecipa all'inaugurazione dell'anno formativo dell' I.Re.F con il presidente Formigoni, Andrea Morigi e Salvatore Natoli, presso l'auditorium Giorgio Gaber - Grattacielo Pirelli Piazza Luca d'Aosta.

RELATIVISMO GNOSEOLOGICO E RELATIVISMO MORALE (20 Ottobre 2009)
Presentazione del Corso che il sen. prof. Marcello Pera tiene - nell'anno accademico 2009/10 Primo Semestre - presso la Pontificia Università Lateranense

Le lezioni si terranno ogni venerdi' dalle ore 11,00 alle ore 13,00.

Presentazione e Introduzione al corso

Limitiamoci, per presentare il problema, ad una nozione di relativismo intuitiva e approssimata, ma non del tutto scorretta. Il relativismo è la dottrina secondo cui i nostri giudizi di fatto sono veri o falsi, e i nostri giudizi di valore sono validi o non validi, relativamente a qualche cosa, solitamente una cultura o una società, e secondo cui, poichè ogni cultura e società ha modi propri di organizzazione concettuale, i giudizi di fatto e di valore veri o falsi in una cultura o società sono veri o falsi per quella cultura o società e non per un'altra. Sostanzialmente, ciò sembra che equivalga a dire che un giudizio di fatto o di valore è buono quanto qualunque altro.(continua)

...La democrazia zoppa (30 Luglio 2009)
La degenerazione del nostro sistema democratico continua. E purtroppo continua anche la mancanza di consapevolezza della gravita' del fenomeno nonche' la mancanza di proposte per correggerlo. La questione riguarda gli equilibri istituzionali, quel delicato bilanciamento fra poteri senza il quale una democrazia fatalmente decade. In Italia siamo passati da una stagione in cui il parlamento contava tutto (la "cogestione") ad una in cui non conta pressochè nulla, e da una in cui gli organi istituzionali terzi erano disegnati quali poteri neutri (le "garanzie") ad una in cui giocano ruoli politici. Tutto questo nasce da una catena di sequestri, in cui l'uno trascina l'altro.
Il primo anello della catena e' il sequestro dei parlamentari da parte dei partiti. Se la legge elettorale stabilisce, grazie al sistema della lista bloccata, che i parlamentari siano nominati dai partiti invece che eletti dai cittadini, e' inevitabile che essi perdano la propria autonomia e capacità di rappresentanza. Cio' genera uno squilibrio ulteriore, che e' il secondo anello della catena. I gruppi dei parlamentari di maggioranza vengono sequestrati dai loro rappresentanti dell'esecutivo e infine dal presidente del consiglio, anche perche' la stessa legge elettorale, sia pure in modo pasticciato, fa si' che di fatto egli risulti eletto direttamente. Segue percio' un terzo anello: sequestrato il gruppo di maggioranza da parte del premier, e' sequestrato anche l'intero parlamento da parte del governo.
Ma non e' l'ultimo sequestro. Se il governo conta tutto, se viene meno la dialettica governo-parlamento, e se manca anche la dialettica partiti-parlamento, allora il sistema istituzionale automaticamente cerca le protesi adatte a correggere la propria degenerazione, alla maniera di uno zoppo che istintivamente cerca le grucce per correggere la propria andatura. Ma come uno zoppo che cammina resta uno zoppo, un sistema istituzionale che degenera resta degenerato. Le grucce ortopediche possono bensí consentire ad un uomo di stare in piedi, e le protesi istituzionali possono si' consentire ad un sistema democratico di tirare avanti, ma nell'uno e nell'altro caso la normalita' del funzionamento e' compromessa perche' l'equilibrio istituzionale del sistema e' trovato fuori dalla sua fisiologia.
Questo e' il quarto, e per ora ultimo, anello della catena della nostra crisi. Gli interventi del presidente della repubblica sul governo e sui singoli ministri, preventivi o successivi alla promulgazione di leggi, possono essere giudicati politicamente come si crede, ma costituzionalmente non esprimono la normalità. E lo stesso vale per gli interventi del consiglio superiore della magistratura: nella costituzione non si trova traccia alcuna del potere di questo organo di esprimere, come esso ha scritto di recente, pareri "anche in ossequio ai rilievi effettuati dal Capo dello Stato", "nonche' sulla disciplina dei diritti fondamentali costituzionalmente previsti".
Di fronte ai rilievi critici, gli interessati reagiscono o rivendicando la propria azione ("questo potere mi è consentito", "ci sono precedenti") oppure negando il fatto ("non e' vero che il consiglio della magistratura si e' espresso in materia costituzionale", "non è vero che il consiglio è la terza camera"). Ma e' una reazione difensiva, personale e d'ufficio, che non tocca la sostanza istituzionale della questione. Anzi, la aggrava, perche' fa passare per normalita' cio' che normale non e' piu'. Invece, la sostanza e' grave, perche' se il governo ha bisogno di appoggiarsi al presidente della repubblica, significa che il parlamento non e' piu' sovrano o non conta piu', e se il consiglio della magistratura, appoggiandosi anch'esso sul presidente della repubblica, esprime pareri di costituzionalita', significa che anche la corte costituzionale e' scavalcata o esautorata.
Fare finta di niente non e' ne' saggio ne' utile, cosi' come non lo e' confidare sulle intenzioni a fin di bene di questo o quello. La catena dei sequestri della nostra democrazia, e la sua conseguente degenerazione, e' un dato obiettivo che deriva ben poco dalla volonta' virtuosa dell'uno o maliziosa dell'altro. Stringe e soffoca anche l'individuo meglio intenzionato, perche', quando il quadro istituzionale è improprio, anche i soggetti migliori svolgono ruoli impropri.
La polemica politica quotidiana, la crisi economica, la situazione di perenne competizione elettorale, la denigrazione della "casta", i pettegolezzi e le questioni morali, le confessioni dei mafiosi e i terremoti, l'epidemia suina e gli incendi, i fondi al sud e i dialetti a nord: tutto questo e altro ancora distoglie oggi l'attenzione dal vero cuore della crisi. L'opinione pubblica avverte il disagio, come i parlamentari la loro scarsa utilita'. Ci si puo' riflettere?

Marcello Pera

...Pacchetto Sicurezza (16 Luglio 2009)
Le cinque fitte pagine di "perplessita' e preoccupazioni" espresse dal Presidente della Repubblica sulla legge sulla sicurezza sono palesemente fuori dai poteri che la Costituzione gli assegna. Il Presidente non puo' intervenire sul merito politico dei provvedimenti, per di piu' in modo selettivo come ha fatto in questa circostanza. Se egli ha dubbi o rilievi fondati di incostituzionalita' e non intende promulgare una legge, puo' solo inviare un messaggio formale alla camere. La promulgazione con dubbi e commenti non esiste. Il Presidente non puo' neppure rivolgersi direttamente ai ministri, perchè, sempre per costituzione, egli non ha alcuna responsabilita' politica ne' essi possono prevaricare la libera volonta' del Parlamento. Non è la prima volta che il Presidente della Repubblica si comporta in questo modo: gia' in passato, egli ha introdotto surrettiziamente nella Costituzione istituti non previsti, ora con le lettere al Presidente del Consiglio, ora con moniti al governo, ora con la esternazione delle sue opinioni preventive o durante l'iter parlamentare.
Se e' vero, come egli stesso scrive, che "al Presidente della Repubblica non spetta pronunciarsi e intervenire sull'indirizzo politico", allora egli deve astenersi dall'esprimere "preoccupazioni e sollecitazioni", se non nei modi previsti. Occorre essere consapevoli che, se anche la costituzione e' sospesa o come in questo caso chiaramente violata da chi deve garantirla, l'Italia andra' incontro ad un declino grave e preoccupante.
Sono certo che almeno i Presidenti di Camera e Senato, i quali si sono visti recapitare una lettera "per opportuna conoscenza", in modo poco riguardoso della loro funzione, troveranno il modo di far sentire la propria voce a difesa del parlamento e della nostra democrazia. Sono ugualmente certo che lo stesso faranno gli ex-presidenti della repubblica e tutti coloro che in questi tempi si sono innalzati a difendere la legalita' costituzionale repubblicana.

...Chiusura della campagna elettorale a Bologna (19 Giugno 2009)
Il sen. Pera interviene alla chiusura della campagna elettorale per l'elezione del sindaco, con il candidato Cazzola e il coordinatore regionale PDL sen. Bettamio,che si terrà presso l'Hotel Unaway - Piazza della Costituzione 1 - alle ore 18.00.

...Giovanni Falcone, servitore di questo Stato (23 Maggio 2009)
...se vogliamo davvero ricordare Giovanni Falcone, non possiamo limitarci alla dimensione della sola memoria. Dobbiamo fare di più. Dobbiamo dare un senso alla sua vita, al suo lavoro, al suo sacrificio. Perchè un uomo vive ancora se la sua opera continua a dare a noi una guida, un aiuto, un esempio. E nessun uomo muore mai definitivamente fino a che si pone come punto di riferimento delle nostre discussioni e azioni...

Il sen. Pera a Zagabria per il "Free Market Road Show" (12 Maggio 2009)
Il sen. Pera interviene al "Free Market Road Show - Financial crisis: State failure - Market failure?", convegno promosso da EICEE, Educational Initiative for Central and Eastern Europe, ECEG, European Center for Economic Growth, ed AEC, Austrian Economic Center.

Presentazione a Bologna di "Perchè dobbiamo dirci cristiani" (5 Maggio 2009)
S. Em. il Card. Carlo Caffarra ed il Prof. Angelo Panebianco interverranno alla presentazione del libro del sen. Pera che si terrà presso l'Istituto Veritatis Splendor, via Riva di Reno 57, alle ore 18.00.

Presentazione a Milano di "Perchè dobbiamo dirci cristiani" (4 Maggio 2009)
Il sen. Pera presenterà il suo libro presso la Società del Giardino per iniziativa dell'UCID, Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, Sezione di Milano.

Conferenza al John Paul II Cultural Center, Washington DC. (30 Aprile 2009)
The speech that Benedict XVI gave at the John Paul II Cultural Center on April 17th, 2008 was predominantly dedicated to what the Pope himself defined as "interreligious and intercultural dialogue". Since the two expressions are not equivalent, I'll first try to examine in what they differ and then defend two theses: that interreligious dialogue is not possible, that intercultural dialogue, on the contrary, is not only possible but necessary.
I have analyzed the Pope's speech carefully and I have my own views. But I will be neither so conceited as to try an authentic interpretation of the Pope's words nor so arrogant as to attribute to him opinions which are only mine. The admirable thing about Benedict XVI is that he intends to face up to everybody, without any prejudice. In doing so, the Pope is not foregoing the Christian truth ...

...Testamente biologico. "Perchè dico no" (26 Marzo 2009)
Dichiarazione di voto nell' Aula del Senato della Repubblica

Durante la nostra discussione, è stato finalmente riconosciuto che le norme di riferimento a cui riferirsi per legiferare in materia di fine vita sono gli articoli 2 e 32 della costituzione.
Osservo che sull' art. 32 siamo tutti d'accordo. Tutti i disegni di legge che richiamavano la costituzione lo citavano. Nessuno invece invocava l' art. 2, con la sola meritevole eccezione del disegno di legge Baio e altri, che ne traeva la conclusione che "idratazione e alimentazione non sono assimilate all' accanimento terapeutico, e pertanto non possono essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento". Esattamente come ora dice il testo approvato.
E' proprio questo concetto di "dichiarazione anticipata di trattamento" o "testamento biologico" che io respingo. Il mio sintetico argomento è questo.
Dall' art. 2 cost. si ricava facilmente il divieto di eutanasia. Altrettanto agevolmente, dall' art. 32 si ricava il divieto di accanimento terapeutico. Io credo che questi due divieti, no a sopprimere una vita e no al trattamento forzoso anche se salvasse una vita, siano tutto cio' che occorre. Non c' è bisogno di altro. In particolare, non c'è bisogno di introdurre l' istituto del testamento.
Per capire perchè, si consideri la seguente situazione. Ciascuno valuti quanto sia ipotetica o tragicamente attuale.
Prendiamo un paziente in stato vegetativo permanente. E' colui di cui si dice: "Non c'è più speranza. Non c'è più nulla da fare". Ovviamente, in senso biologico, quel paziente è in vita, e in senso etico e giuridico egli è una persona, portatrice di diritti inviolabili Domando: in quel caso, si compie accanimento continuando il mantenimento della vita o si compie eutanasia interrompendolo? In altri termini, si commette crimine contro la vita inviolabile lasciando quel paziente morire senza idratazione e alimentazione oppure si commette crimine contro la persona, anch' essa inviolabile, alimentandolo forzatamente?
La risposta onesta è: non c'è risposta. Occorre una decisione. Ma quale e da parte di chi?
Il disegno di legge in esame dice: la decisione è quella di salvare comunque la vita e questa decisione la deve prendere il legislatore. Questo, secondo me, è costituzionalmente e eticamente sbagliato. Intanto, la norma fa prevalere l'art. 2 cost. e annulla l'art. 32. Poi affida una decisione tipicamente etica, personale e particolare, ad un obbligo giuridico generale e astratto. Infine, essendo la casistica infinita, la norma non puo' riuscire mai a ricoprirla tutta. Rimarranno sempre casi incerti.
Ecco allora perchè mi oppongo a questo disegno di legge. Dopo aver detto no all'eutanasia e no all'accanimento terapeutico, quella zona grigia e incerta che fra questi due divieti inevitabilmente si crea, deve essere colmata non dalla legge, ma da una decisione morale.
La situazione che ho in mente è questa. Al letto del paziente che ho indicato si forma una piccola comunità. E' formata da lui, che non ha piu' coscienza ma che ha ancora la sua dignita'. Poi c'è un suo familiare: una moglie, un marito, un padre, un figlio che ancora lo amano, lo rispettano, ne ricordano le idee e magari la volonta'. Poi c'è l'amico carissimo di tutta una vita, con i suoi ricordi e affetti. Poi c'è un sacerdote che magari lo conosceva benissimo e lo assisteva, illuminava e guidava. E ovviamente c'è un medico.
Questo gruppo di persone non fa una "alleanza terapeutica", altro concetto di cui non c'è bisogno. Fa molto di piu': costituisce una comunita' solidale: familiare, umana, civile, scientifica, religiosa. E' questa comunita', la quale sa che non puo' commettere nè eutanasia nè accanimento, che prende, caso per caso, la decisione migliore. A me pare che, cosi', senza garbugli e senza azzeccagarbugli, ci sarebbe piu' liberta', più responsabilita', piu' tutela della vita e della dignita'. Se mi è concesso, e per i laici come me a cui cio' interessa, penso che ci sarebbe anche piu' pieta' cristiana.


...Conferenza a Bologna presso la sede dell' Istituto Veritatis Splendor "Benedetto XVI e l'Europa" (5 Marzo 2009)
Nell' ambito del ciclo di incontri esplicitamente desiderato dall' Arcivescovo di Bologna, S.E.R. il Cardinale Carlo Caffarra, sul magistero di Papa Benedetto XVI, dalle ore 18 alle ore 19.30, presso la sede dell'Istituto Veritatis Splendor in Via Riva di Reno n. 57, si terrà il quarto appuntamento, che avrà come ospite il sen. Marcello Pera.

...Pontificia Università Lateranense presentazione del volume di Galileo Galilei "Siderius Nuncius" (26 Febbraio 2009)
Il sen. Pera partecipa alla presentazione del volume di Galileo Galilei, in occasione dei 400 anni 1609 - 2009, "Siderius Nuncius"

...Stato della Città del Vaticano 1929-2009 Congresso di studi "Un piccolo territorio per una grande missione" (14 Febbraio 2009)
Il Congresso sul tema "Un piccolo territorio per una grande missione", che si svolgerà dal 12 al 14 febbraio e conterà sulla presenza del Cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Nel Congresso verranno analizzati temi come l'indipendenza del Papa e dello Stato vaticano, le istituzioni della Santa Sede, le immagini e i miti di fronte all'opinione pubblica, Pio XI come fondatore e costruttore dello Stato vaticano, gli anni difficili della guerra e del dopoguerra, le riforme del Vaticano, la presenza e l'influenza di Giovanni Paolo II, la "Radio Vaticana", lo Stato vaticano e lo Stato italiano.

Tra gli oratori figurano l'ex direttore della Sala Stampa della Santa Sede Joaquin Navarro Valls, il suo successore padre Federico Lombardi S.I. E il professore Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant'Egidio.

Nella prima giornata parteciperà il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato del Papa; il secondo giorno ci sarà Marcello Pera, ex presidente del Senato italiano; il terzo il professor Cesare Mirabelli, consigliere generale dello Stato.

...Dobbiamo dirci cristiani (29 Gennaio 2009)
Questo è il testo integrale della relazione scritta da S.E.R. il Cardinale Carlo Caffarra per la presentazione a Bologna del libro "Perchè dobbiamo dirci cristiani".
Ringrazio S.E.R. per l'autorizzazione a pubblicarla. Ancor più Gli sono grato per la Sua penetrante analisi, che va ben oltre i termini del mio lavoro.(m.p.)

...Lettera del Santo Padre al sen. Marcello Pera (26 Novembre 2008)
Caro Senatore Pera,
in questi giorni ho potuto leggere il Suo nuovo libro Perchè dobbiamo dirci cristiani...

...Perche' dobbiamo dirci cristiani (25 Novembre 2008)
Mondadori pubblica il nuovo libro di Marcello Pera intitolato "Perche' dobbiamo dirci cristiani" (pp. 196, euro 18). All'inizio dell'opera e' riportata una lettera di Papa Benedetto XVI a Marcello Pera in cui il Santo Padre commenta i temi oggetto del libro...

...Il sen. Marcello Pera alla Casa Bianca (17 Novembre 2008)
Il sen. Pera partecipa alla Casa Bianca al National Medals of Arts and National Humanities Medals.

...Pannunzio liberale e laico (20 Settembre 2008)
L'intervento di Marcello Pera al seminario "Mario Pannunzio - Un laico, maestro di giornalismo e libertà" (Lucca 20 settembre 2008).

...Trattato di Lisbona (25 Giugno 2008)
Resoconto sommario dell'intervento del sen. Marcello Pera nella seduta della Commissione Affari Esteri del Senato della Repubblica del 25/06/2008

...Vienna Forum 2008 (30 Maggio 2008)
Il sen. Marcello Pera interviene al Vienna Forum 2008 su "Post-Christian Europe and Resurgent Islam"...

...un appello condivisibile (28 Maggio 2008)
Condivido pienamente e pertanto ho deciso di firmare l'appello che il quotidiano "Il Riformista" ha promosso in occasione della prevista visita in Italia del presidente della Repubblica Islamica dell'Iran Ahmadinejad...

...fiducia (15 Maggio 2008)
Signor Presidente,
all'inizio del Suo discorso, Lei ha detto che il lavoro che aspetta questo Governo "richiede ottimismo e spirito di missione". E ha aggiunto che occorre sconfiggere "il pessimismo paralizzante che circola oggi", come pure "il pessimismo rumoroso di chi non ama l'Italia e non crede nel suo futuro". Tutti i punti di programma che Lei ha sinteticamente ricordato hanno precisamente questa finalità. Non mi soffermo su questi punti. Considero le misure da Lei indicate rispondenti alle esigenze del nostro Paese e sono convinto che questo Governo cosí circondato di fiducia e aspettative, cosí netto nelle intenzioni, cosí determinato, anche perchè spesso cosí invidiabilmente giovanile corrisponderà alle promesse e realizzerà il suo compito...

Lettera aperta all'Ambasciatore di Israele (7 Maggio 2008)
Caro Ambasciatore Meir,
Considero i fatti accaduti a Torino e quelli che ancora si temono di inaudita, gravissima, intollerabile gravità...

...una grande vittoria (15 Aprile 2008)
Il popolo italiano ha affidato al PDL e ai suoi alleati il compito di governare questo Paese nei prossimi cinque anni...

...perchè vincerà il PDL (8 Aprile 2008)
Il Popolo della Libertà vincerà le elezioni perchè gli elettori hanno compreso la portata storica della nascita di un grande partito cristiano-liberale...

...Pontificio Consiglio per la Famiglia (3 Aprile 2008)
Marcello Pera interviene al Pontificio Consiglio per la Famiglia con una relazione su "Relativismo, liberalismo e crisi della famiglia".

...separati in casa (26 Marzo 2008)
Pensare che nel PD si possa fare una sintesi tra i radicali e i cattolici democratici è una pia illusione...

Marcello Pera è candidato nel Lazio come capolista al Senato della Repubblica per il Popolo della Liberta' (10 Marzo 2008)
Cari amici,
per le prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile sono candidato nel Lazio come capolista del Popolo della Libertà per il Senato della Repubblica. Si tratta di una sfida che accetto con grande entusiasmo.
Ringrazio Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini che mi hanno affidato questo incarico in una regione molto importante per il risultato complessivo delle elezioni nazionali. Lo vivo come un importante riconoscimento per l'impegno con cui ho sostenuto la nascita del PdL, un nuovo grande partito del centrodestra che si riconosce nei valori del PPE.
Il PdL rappresenta il fatto di maggior rilevanza di questa campagna elettorale. Una novità di portata storica che mi ha spinto a candidarmi per dare il mio contributo a un nuovo partito che cambierà il sistema politico italiano. Oggi è possibile partire dalle rispettive storia e identità per realizzare nel PdL una sintesi politica e culturale più avanzata per governare il Paese nei prossimi anni sulla base di un programma serio e credibile.

...centro impossibile (28 Febbraio 2008)
Le prossime elezioni politiche hanno un'importanza storica perchè potrebbero avviare l'Italia verso il bipartitismo e allo stesso tempo seppellire definitivamente un progetto politico di cui l'Italia non ha alcun bisogno...

...voto utile (27 Febbraio 2008)
L'evoluzione in atto nel sistema politico italiano lascia ben sperare...

...Popolo della Libertà (26 Febbraio 2008)
In pochi giorni, l'ambizioso progetto di costruire un grande partito di centrodestra si è concretizzato nella nascita del Popolo della Libertà. Sono sicuro che questo progetto andrà a compimento e porterà ottimi risultati...

...interesse generale (11 Febbraio 2008)
Mi auguro che Pier Ferdinando Casini comprenda la posta in gioco per l'Italia e che faccia valere il bene di tutta la coalizione...

...sicurezza (18 Dicembre 2007)
Il giorno in cui in Senato fu rilevato l'errore nel decreto legge sicurezza, il Governo era ancora in tempo a rimediare, sol che avesse voluto o capito...

...Corte Costituzionale (30 Novembre 2007)
La motivazione con cui, parecchi mesi fa, il giudice Romano Vaccarella si dimise dalla Corte Costituzionale era decisamente allarmante.

..."Cultura e razionalità. Linee per un dialogo e una convergenza in una società plurale" (19 Novembre 2007)
PAMPLONA - Dal 19 al 21 novembre 2007, il Senatore Marcello Pera interverrà come relatore al congresso internazionale su "Cultura e razionalità. Linee per un dialogo e una convergenza in una società plurale".

...forze di polizia (12 Novembre 2007)
Marcello Pera interviene sui gravi scontri scoppiati in seguito alla morte di Gabriele Sandri.

...Italia e immigrati rumeni (10 Novembre 2007)
Marcello Pera interviene sul problema della massiccia immigrazione rumena in Italia con un'intervista al quotidiano rumeno "Cotidianul".

...Oriana Fallaci (1 Novembre 2007)
Intervista al Senatore Marcello Pera di Giovanna Starace per la tesi di laurea "Una signora all'antica" - Biografia di Oriana Fallaci.

...laicità e laicismo (29 Ottobre 2007)
Il senatore Marcello Pera interviene ad un'iniziativa dell'Ucid a Cernobbio con una relazione su "Laicità e Laicismo" (ore 21,30 - Grand Hotel "Villa D'Este" di Cernobbio).

...Forza Italia (24 Agosto 2007)
di Marcello Pera

...Presidente della Repubblica e Costituzione (24 Luglio 2007)
di Marcello Pera

...elezioni a Lucca (15 Giugno 2007)
di Marcello Pera

...difesa dell'Occidente (18 Maggio 2007)
LUCCA - Un migliaio gli intervenuti a Palazzo Pretorio per ascoltare Marcello Pera e Magdi Allam. Il loro invito alla civiltà occidentale: 'Recuperare valori e certezze'.

...Prodi e la Rai (11 Maggio 2007)
di Marcello Pera

...Monsignor Bagnasco e i cuochi del brodo (30 Aprile 2007)
di Marcello Pera

...Telecom e Forza Italia (21 Aprile 2007)
di Marcello Pera

Siamo in tempo a difendere la nostra identità? (20 Aprile 2007)
Intervento all'incontro promosso dall'Associazione Padovadomani e dall'Associazione Antenore.

...Presidenti slogati (28 Marzo 2007)
di Marcello Pera

...Prodi, D'Alema, e i talebani (22 Marzo 2007)
di Marcello Pera

...Berlusconi e il berlusconismo (21 Marzo 2007)
di Marcello Pera

...il Cardinal Martini e i bisogni della gente (16 Marzo 2007)
di Marcello Pera

...un partito antilaicista (2 Febbraio 2007)
di Marcello Pera

...che cosa è andato storto in Europa (11 Dicembre 2006)
di Marcello Pera

...la finanziaria taglia la sicurezza (12 Ottobre 2006)
di Marcello Pera

    INIZIATIVE

  • Il sen. Pera a Roma
  • 29 Maggio 2010

    Il sen. Pera sarà presso il Centro Convegni BONUS PASTOR - Via Aurelia, 208 - alle ore 18,30 per una conferenza pubblica: "La scienza e la ragione allargata".

    ATTIVITÀ INTERNAZIONALI

  • Il sen. Pera a Madrid
  • 20 Maggio 2010

    Il sen. Pera presenta l'edizione spagnola di "Perchè dobbiamo dirci cristiani":"Por què debemos considerarnos cristianos ", con il presidente Aznar presso l'Aula Magna dell'Universidad CEU San Pablo - C/ Julian Romea 23 alle ore 19,30.