...Intervento nell'Aula del Senato della Repubblica sul "Caso Cosentino"

25 Novembre 2009

PERA (PdL). La ringrazio, Presidente, per avermi dato la parola e naturalmente ringrazio anche i suoi collaboratori. Vorrei sottoporre alla sua attenzione, Presidente, un dubbio che mi è sorto circa un profilo di ammissibilità della mozione presentata dal senatore Zanda e da altri senatori. à un profilo che riguarda non tanto l'aspetto costituzionale, su cui si è soffermato appena adesso il collega della Lega, quanto la coerenza logica.
Mi spiego molto brevemente. Il primo considerato della mozione afferma che: "la chiamata in correità, per assurgere a rango di prova, dovrà essere corredata da riscontri individualizzanti", in mancanza dei quali le dichiarazioni rese non possono essere considerate dimostranti la colpevolezza. Sono d'accordo con questo punto, che è altamente tecnico, e non è un caso che tale mozione sia firmata da illustri senatori magistrati: Finocchiaro, D'Ambrosio, Della Monica, Casson, Maritati ed altri che non conosco (c'è anche il senatore Latorre che, sia senza detto senza ironia, ictu oculi non mi sembra un magistrato). Bene, torno a richiamare questo elemento tecnico ed a rivolgermi proprio a questi magistrati, colleghi per i quali ho grande stima anche per aver avuto con loro dei rapporti, tutti confessabili, ancor prima che fossero senatori.
Vorrei ricordare a loro ed ai colleghi che mi ascoltano che qualche legislatura fa in questo Senato ci fu una lunga battaglia su un disegno di legge di riforma dell'articolo 192 del codice di procedura penale, da me presentato, per inserirvi precisamente questa dizione: "Le chiamate in correità non hanno valore se non sono sostenute da ragioni di riscontri individualizzanti". Quella battaglia non ebbe alcun esito, l'articolo 192 non fu modificato e la maggioranza di sinistra non volle cambiarlo. La conseguenza è che abbiamo avuto procedimenti giudiziari di tipo solipsistico, dove la dichiarazione di un pentito viene riscontrata con la dichiarazione di un secondo pentito, quella del secondo con il terzo, fintantochè l'ultimo pentito dichiara esattamente quanto ha dichiarato il primo della catena ed il cerchio si chiude.
La conseguenza è che ci sono state condanne importanti, anche con apparente valore storico, ottenute sulla base di dichiarazioni di pentiti, che poi sono state messe in discussione sulla base di dichiarazioni di altri pentiti. Vorrei richiamare la vostra attenzione, colleghi, perchè cosí non si fa la lotta alla mafia, al massimo si fa dell'antimafia. (Applausi dal Gruppo PdL).
Pertanto, mi chiedo, ed è questa la ragione del mio intervento, signor Presidente, se questa mozione non sia per caso incompleta o incoerente e, laddove nella stessa è scritto che si impegna il Governo ad invitare il Sottosegretario a rassegnare le dimissioni, non si debba premettere che il Senato impegna il Governo a modificare l'articolo 192 del codice di procedura penale secondo l'espressione contenuta in tale mozione. Se non ci fosse questa ulteriore premessa, colleghi, troverei incoerente la mozione e tale incoerenza sarebbe un ulteriore rafforzamento del mio convincimento che essa, cosí com'è, deve essere respinta. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).

    INIZIATIVE

  • Il sen. Pera a Roma
  • 29 Maggio 2010

    Il sen. Pera sarà presso il Centro Convegni BONUS PASTOR - Via Aurelia, 208 - alle ore 18,30 per una conferenza pubblica: "La scienza e la ragione allargata".

    ATTIVITÀ INTERNAZIONALI

  • Il sen. Pera a Madrid
  • 20 Maggio 2010

    Il sen. Pera presenta l'edizione spagnola di "Perchè dobbiamo dirci cristiani":"Por què debemos considerarnos cristianos ", con il presidente Aznar presso l'Aula Magna dell'Universidad CEU San Pablo - C/ Julian Romea 23 alle ore 19,30.